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Foto: Sonic/Sega (screenshot)
La Commissione europea ha aperto una Consultazione pubblica per armonizzare le norme sulla notifica delle violazioni dei dati personali (“data breaches”) nei Paesi dell'Unione europea.

La Commissione europea ha aperto una Consultazione pubblica per armonizzare le norme sulla notifica delle violazioni dei dati personali (“data breaches”) nei Paesi dell'Unione europea. Lo scopo è quello di rendere più efficiente il processo attraverso il quale gli Internet provider e gli operatori telecom comunicano e rendono pubbliche queste fughe di dati, sia all'Autorità nazionale competente, sia al singolo coinvolto. 

Gli ultimi casi di fughe o furto di dati sono, infatti, preoccupanti: Sega, l'azienda di videogiochi, ha subito un attacco che ha toccato 1,3 milioni di utenti e che ha toccato dati come email, password e date di nascita; Sony si è vista trafugare i dati di 360mila utenti, mentre Nintendo ha subito un attacco (senza conseguenze). 

«Gli operatori delle telecomunicazioni e gli Internet provider detengono molti dati dei loro clienti, come il nome, l'indirizzo, le coordinate bancarie, i dati delle chiamate, di connessione (…). L'Ue chiede di mantenere questi dati segreti e sicuri anche se capita che vengano persi o rubati. Secondo la direttiva Ue (2002/58/EC) attualmente in vigore se una violazione avviene il provider deve riportare l'avvenuto all'Autorità nazionale incaricata e deve informare direttamente il privato (…). Per avere la sicurezza che le violazioni (“data breaches”) vengano riportate la ePrivacy Directive permette alla Commissione di proporre delle misure di implementazione (regole pratiche per completare la legislazione attualmente in vigore) per rendere le notifiche più efficaci. Il primo passo della Ce è di chiedere a tutti i soggetti toccati (operatori di telecomunicazioni, Internet providers, Stati Membri, Autorità di protezione dei dati, associazioni dei consumatori) di partecipare per raccogliere le idee, fare il punto sulla pratica esistente e pensare a nuove regole. Questo aiuterà la Commissione a redigere nuove leggi e armonizzare le legislazioni nazionali sulla protezione dei dati. I partecipanti sono pregati di apportare esempi pratici su come gestiscono le fughe di dati personali e il procedimento di notifica agli Stati ai quali appartengono. La Commissione invita anche le organizzazioni non direttamente toccate dal processo, come le associazioni di consumatori, ad esprimere il loro punto di vita anche se non potranno rispondere a tutte le domande» (Traduzione libera dal testo di introduzione alla consultazione). 

Per partecipare clicca qui

La consultazione è aperta fino al 9 settembre prossimo e i risultati, come al solito, verranno pubblicati su Internet. 

Francesca Barca
Europa451

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Consultazione pubblica per la qualità dell'aria nell'Ue
 
 
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Foto: fb
Fino al 30 settembre prossimo è possibile partecipare a una consultazione pubblica sulla qualità dell'aria in Europa. 

Lo scopo di questa consultazione pubblica è quello di mettere insieme l'opinione dei cittadini e tutte le informazioni sulla efficacia, i punti forti e le critiche sulla qualità dell'aria nei Paesi dell'Unione europea. Il questionario (in inglese) si compila in cinque minuti e non richiede particolari competenze. Inoltre non è necessario rispondere a tutte le domande. 

È probabile che attraverso questa consultazione si voglia modificare l'attuale direttiva su queste tematiche, la 2008/50 e la 2004/107. I risultati verranno poi diffusi dalla Commissione europea via Internet. Per partecipare clicca qui


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foto: wee lakeo/Flickr
Secondo Eurobarometro il 44% degli internauti europei si perdono informazioni importanti perché non capiscono la lingua della pagina web che stanno consultando. L'inglese resta la lingua straniera più letta, ma gli inglesi sono quelli che leggono meno in altre lingue.

Secondo Eurobarometro il 44% degli internauti europei si perdono informazioni importanti perché non capiscono la lingua della pagina web che stanno consultando. Allo stesso modo, quando si tratta di comprare on line, meno di uno su cinque europei lo fa in una lingua che non è la sua.

Anche se il multilinguismo della Rete è qualcosa di naturale si dalla diffusione di Internet, le combinazioni sono quasi sempre le stesse: per questo chi opera on line deve investire nella traduzione per guadagnare quote di mercato. La Commissione europea gestisce il sito Internet più grande del mondo, www.europa.eu, che è fatto in ben 23 lingue diverse. Dall'altro lato finanzia ogni anno con decine di milioni di euro una trentina di progetti di ricerca sulle lingue e i contenuti digitali. 
Gli europei che leggono di più in lingue straniere sono gli sloveni (93%) e i greci, maltesi, ciprioti e lussemburghesi (90%). Al lato opposto ci sono gli inglesi (9%), gli irlandesi (11%), i cechi (23%) e gli italiani (25%). La lingua straniera più letta resta, ovviamente, l'inglese. 


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Foto: nozoomii/Flickr
Un sondaggio dell'Eurobarometro dice che il diritto che i cittadini dell'Unione europea apprezzano di più è la libertà di circolazione. 

L'Unione europea ha appena pubblicato i risultati di un sondaggio speciale dell'Eurobarometro che interroga i cittadini Ue a proposito dei diritti “europei” che ritengono più importanti. Il diritto più “apprezzato” è la libertà di circolazione, che ha ottenuto le preferenze del 48% degli interrogati. Al secondo posto, con il 33% dei consensi, c'è il diritto a una amministrazione corretta delle istituzioni europee, che evidenzia come i cittadini siano sensibili ai temi della burocrazia e della corruzione.

Preoccupante, invece, il fatto che l'85% degli intervistati non conosce – o conosce poco – la Carta europea dei Diritti Fondamentali, che è in vigore dal 2009. Questa carta ha, dopo la firma del Trattato di Lisbona, lo stesso valore dei Trattati Ue (il testo lo trovate qui). 

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