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Il Parlamento europeo, nella seduta di Strasburgo di oggi, ha votato, con 328 favorevoli e 245 contrari, il Rapporto Gallo: proposta per difendere la proprietà intellettuale presentato al Parlamento dall'omonima deputata francese dell'Ump (il partito di Sarkozy). Secondo le associazioni in difesa delle libertà su Internet le petizioni a sostegno della firma arrivate ai parlamentari sono false. 

Il Parlamento europeo, nella seduta di Strasburgo di oggi, ha votato, con 328 favorevoli e 245 contrari, il Rapporto Gallo, proposta per difendere la proprietà intellettuale presentato al Parlamento dall'omonima deputata francese dell'Ump (il partito di Sarkozy).

Si apprende dal sito francese Numerama che alla veglia del voto i deputati europei avrebbero ricevuto due petizioni: una dall'associazione produttori di Cinema e Televisione (Eurocinema), l'altra dalla Federazione Internazionale dell'industria Fonografica (Ifpi). La Quadrature du Net, il Partito Pirata e le associazioni per la difesa dei diritti su Internet hanno denunciato la presenza, in queste petizioni di irregolarità, a cui sono seguite delle ricerche. 


Ne è emerso che quasi un terzo delle firme presentate da Eurocinema sono appartenenti a registi ungheresi (purtroppo anche) sconosciuti; altri, come László Kovács , sembrano essere morti nel 2007; di altri ancora, Krzysztof Krauz, si hanno notizie di un ricovero in un ospedale del Sud Africa. Per quanto riguarda, ad esempio Ibolya Feteke e Janisch Attila (contattati dal Partito Pirata) negano di aver mai firmato una petizione.  
Sono in corso le verifiche per le 300 firme consegnate dall'Ifpi, ma già si sa che molti cantanti tra i firmatari sono canadesi. 


«Il Parlamento europeo ha finalmente preso le sue responsabilità e rifiutato la sterile polemica lanciata dalla sinistra», ha dichiarato Marielle Gallo dopo il voto. «La pirateria online è una violazione del diritto d'autore e causa gravi danni economici agli artisti, alle industrie creative e a tutti coloro i cui posti di lavoro dipendono da queste industrie", ha sottolineato la signora Gallo. "Con questo rapporto il mio obiettivo era soprattutto quello di mettere il dibattito sul tavolo, per una valutazione d'urgenza, ma composta, della pirateria online. Ora cominciamo a lavorare!». 

Secondo Jérémie Zimmermann, portaparola della Quadrature du Net: «Il Rapporto Gallo illustra la volontà delle industrie del divertimento di imporre una giustizia privata sul copyright. Si tratta di un dispositivo repressivo basato sulle restrizioni dell'accesso a Internet, delle quali la legge Hadopi constituisce un esempio: si tratta di una negazione pura e semplice dei diritti fondamentali, come quello a un processo equo, alla libertà di comunicazione o al rispetto della vita privata». 

Ricordiamo che il Rapporto non ha forza di legge e non è una legge: in un momento in cui si discute anche dell'Acta ha un valore consultivo estremamente simbolico e potrebbe essere ora usato dalla Commissione europea come base legislativa. 

Francesca Barca
Europa451
 


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