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Il 4 ottobre scorso otto paesi hanno firmato gli accordi di Acta: Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Singapore e Marocco. Ora mancano Svizzera, Messico e Unione europea. Entro il 2013 il Parlamento europeo deve dare il suo accordo. Un video della Quadrature du Net spiega cos'è l'Anti-Counterfeiting Trade Agreement. 

Il quattro ottobre scorso alcuni paesi hanno firmato gli accordi di Acta. Si tratta di Stati Uniti, Australia, Canada, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Singapore e Marocco. Sono in attesa, invece, il Messico, l'Unione europea e la Svizzera. 

Nel comunicato congiunto che annuncia la firma si dice che Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement/Accordo commerciale anti contraffazione): «Ha lo scopo di migliorare la cooperazione e dettare standard più efficaci per far rispettare i diritti dei proprietà intellettuale». Il testo uscito dall'ultimo meeting è questo qui

Sono già diversi anni che anche la Commissione europea siede ai tavoli di Acta: inizialmente gli accordi sono stati fatti in segreto, condotti soprattutto da lobbisti delle grandi industrie mondiali dell'Enterteinement. 

Ora, grazie a fughe di informazioni gli accordi sono stati resi pubblici. Il termine ultimo per la firma da parte della Commissione europa pare sia fissato al primo marzo 2013: nel frattempo, in forza del Trattato di Lisbona, anche il Parlamento europeo deve dare il suo nulla osta e quindi, prima di lui, i parlamenti nazionali. 
Per prepararsi a questa data la Quadrature du Net ha pubblicato un video per spiegare cos'è l'Acta e come funziona. 

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Il primo gennaio 2014 la Lettonia entrerà nell'euro come 17°membro. 

La Lettonia nel 2014 entrerà a far parte dell'euro. Il Paese è all'interno del Meccanismo di Scambio europeo (MCE II) dal 2005 insieme alla Danimarca e alla Lituania: questo significa che queste tre valute sono legate all'euro ma che continuano ad avere corso nel Paese. La Lettonia ha chiesto l'adesione all'Ue nel 1995 e dal 1998 ha un partenariato di adesione. 

La Lettonia è un paese che negli ultimi anni ha visto il suo Pil diminuire anche fino al 18%. Nel 2010, anche grazie a un intervento del Fmi si è notata una crescita del 5%, dovuta anche a forti tagli alle spese pubbliche. 
A questo è seguito un tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 16,2%, il secondo più altro nell'Ue, dopo quello spagnolo. 

La Lettonia ha tutt'ora un'economia prevalentemente agricola: la metà della sua popolazione – 2,23 milioni secondo i dati Eurostat del 2011 – infatti, risiede in aree rurali. Si tratta, inoltre, del Paese baltico la cui struttura demografica è stata maggiormente modificata dalle annessioni sovietiche: il Paese oggi ha il 41% di cittadini “non lettoni”, di cui il 35% sono di lingua russa.  

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Secondo le cifre pubblicate da Eurostat nel 2009 sono stati naturalizzati, nei 27 Paesi Ue, 776mila immigrati. La nazionalità più coinvolta sono i marocchini. Il Paese che ha concesso maggiori passaporti è il Lussemburgo, in coda l'Italia e la Spagna. 

Secondo le ultime cifre pubblicate da Eurostat sono stati 776mila, nel 2009, gli immigrati ad aver ottenuto la nazionalità di uno dei ventisette Paesi Ue. Il 2009 ha registrato, da questo punto di vista, un aumento notevole: più 10% rispetto al 2008, con 77mila persone in più ad aver il passaporto di un Paese Ue. In testa nella classifica del paese più “ospitale” c'è la Gran Bretagna, che ha accordato la nazionalità inglese a 204mila persone, seguita dalla Francia, a 136 mila e dalla Germania (96mila). 

Si si fa la proporzione tra numero di naturalizzazioni e numero di stranieri, al primo posto troviamo il Portogallo, con 5,8 cittadinanze concesse ogni cento stranieri, seguito dalla Svezia, con 5,3. 

Se guardiamo, invece, la popolazione del paese ospitante, al primo posto troviamo il Lussemburgo, con 8,1 naturalizzati per 1000 abitanti, seguito da Cipro con 5,1. La Spagna e l'Italia sono in fondo: rispettivamente i due paesi hanno 1,7 e 1 naturalizzazioni ogni 1000 abitanti. 

Da dove arrivano questi nuovi europei? La maggioranza dall'Africa (29%) ma, guardando al Paese si parte con il Marocco, che ha visto naturalizzati 59,9mila suoi cittadini, seguiti dai turchi (51,9mila) e dagli indiani (31,1mila). 



Fernando Navarro
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