Europa451, laboratorio di giornalismo transnazionale e europeo


 
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Foto: Par the|G|™/Flickr
In Ungheria è stata approvata una legge – due terzi del Parlamento – sulla stampa che sta facendo discutere tutta Europa. Si parla di un controllo totale delle notizie da parte di un'autorità nazionale. Sono previste multe severe per chi diffonde informazioni in “violazione dell'interesse pubblico o “articoli non equilibrati”. L'Ungheria sarà il prossimo Paese alla Presidenza dell'Ue e un European Blog Action è stato lanciato sotto l'ashtag #NoToHuEU .

In Ungheria è stata approvata una legge – due terzi del Parlamento – sulla stampa che sta facendo discutere tutta Europa. Si parla di un controllo totale delle notizie da parte di un'autorità nazionale. Sono previste multe severe per chi diffonde informazioni in “violazione dell'interesse pubblico o “articoli non equilibrati”. 

Secondo le nuove norme verrà creata la NMHH, un'Autorità Nazionale per i Media e la Comunicazione con membri nominati dal Governo (e fortemente sostenuti dal partito conservatore al potere, il Fidesz) che controlleranno tutti i media del paese – compresi i blog – per controllare che non ci siano “violazioni dell'interesse pubblico o “articoli non equilibrati” o “lesivi della dignità umana”. 

La riforma vuole raggruppare in uno stesso gruppo la televisione nazionale, Mtv, la radio, Mr, la televisione satellitare Duna Tv e l'agenzia stampa Mti. Tutti coloro che violeranno le norme (informazioni considerate sbagliate) dovranno pagare delle forti multe per “mancanza di obiettività politica”. Per la tv e la radio si parla di multe fino a 700mila euro, per la stampa fino a 91mila; i giornalisti dovranno svelare le loro fonti se l'autorità lo richiederà. I ricorsi giudiziari saranno possibili solo dopo che la notizia verrà corretta. 

Bloggingportal.eu ha lanciato una protesta – anche in vista della Prossima presidenza ungherese dell'Ue – ricordando che norme di questo genere violano l'articolo 11 della Carta Fondamentale dei Diritti dell'Ue (diritto di espressione, opinione, pluralismo e di non interferenza della autorità pubbliche, senza limiti nazionali). 
Per questo è stato lanciato un'European Blog Action sotto l'ashtag #NoToHuEU  da usare su Facebook e Twitter per condividere la protesta. 

Francesca Barca
Europa451

 
 
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Il Consiglio dell'Unione europea si tiene a Bruxelles il 16 e il 17 dicembre. Il sito web ha abilitato un programma di calcolo dei possibili risultati del voto. A metà tra il ludico e il pratico, questa applicazione può essere utile sia per i cittadini, che per i giornalisti che vogliono anticipare le notizie. 

Il sito spiega anche le regole di maggioranza necessarie al Consiglio, così come le regole di voto: dopodiché basta selezionare i paesi che votano a favore e quelli contro e si hanno le previsioni: qui puoi provare. 



Uno dei temi più delicati e urgenti che si discuteranno è la creazione del meccanismo permanente di stabilità finanziaria, cioè il Fondo Monetario europeo, del Trattato di Lisbona (articolo 136) e della candidatura del Montenegro all'Ue. Ogni tema richiede, per essere accettato o rifiutato, una maggioranza diversa secondo il Trattato. 



Fernando Navarro
Europa451
 
 
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Foto: Fräulein Schiller/Flickr
Da giovedì scorso è on line il Wikileaks in versione europea, brusselsleaks. Si tratta di un sito il cui funzionamento è simile a quello più famoso di Assange: i fondatori (anonimi) vogliono rendere più trasparente la politica a Bruxelles. 

Da giovedì scorso è on line il Wikileaks in versione europea, brusselsleaks. Si tratta di un sito il cui funzionamento è simile a quello più famoso di Assange: i fondatori (anonimi) hanno rilasciato un'intervista all'European Journalism Center
«Abbiamo tutti lavorato a Bruxelles in un momento o in un altro e abbiamo sentito o visto documenti che “sarebbe stato bello potessero essere più aperti”. (…) Bruxelles è un posto con oltre 15mila lobbisti il cui impatto ha un peso nella presa di decisioni internazionali. Non si tratta di qualcosa nato solo per i media, ma anche per la società civile, per mettere le informazioni nelle mani giuste e facilitare il loro lavoro». Per ora nessuna “fuga” di notizie da Bruxelles, anche se le anticipazioni dicono che potrebbero uscire materiali su trasporti e energia. Chi sono i membri di brusselsleaks? Non si sa. Tutti secondo l'intervista rilasciata all'EJC sono giornalisti o hanno lavorato nella comunicazione nella sfera europea. 

Se è presto per dire se sarà un atto di grande trasparenza, una minaccia alla stabilità politica o una provocazione, può indubitabilmente essere un mezzo per rendere interessante la politica europea. 

Francesca Barca
Europa451
 
 
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Foto: Roby Ferrari/Flickr
Finalmente: Neelie Kroes, la Commissaria europea per la Società dell'Informazione ha reso pubblico un rapporto i cui afferma la volontà di eliminare i costi aggiuntivi per le chiamate via cellulare dall'estero (il roaming insomma). Una consultazione pubblica sull'argomento è stata lanciata fino al febbraio del 2011. 

Finalmente: Neelie Kroes, la Commissaria europea per la Società dell'Informazione ha reso pubblico un rapporto i cui afferma la volontà di eliminare i costi aggiuntivi per le chiamate via cellulare dall'estero (il roaming insomma). Non è una novità: già nel maggio scorso la Commissaria aveva dichiarato: «La differenza tra le chiamate dall'estero e quelle nazionali dovrebbe tendere verso lo zero». Questa volta però i cambiamenti potrebbero arrivare velocemente: questa proposta dovrebbe rientrare nel quadro di riforma del regolamento attuale che finirà in giugno 2012. Un nuovo testo potrebbe vedere la luce prima della fine del 2011 quindi. 

«Un'eccessiva disparità di tariffe (tra nazionali e itineranti) non è accettabile in un mercato europeo che voglia chiamarsi tale», ha ribadito la Kroes. Oggi si parla di 0,39 centesimi per le chiamate effettuate e 0,15 per quelle ricevute: nel 2011 si passerà a 0,35 e 0,11. Oggi nessun operatore gioca sulla concorrenza, per cui le tariffe sono standard. 
La Commissaria fa notare che una soluzione andrà trovata anche per il data-roaming, cioè l'Internet mobile dall'estero, anche se ancora non sono state avanzate proposte. Tutte queste osservazioni fanno parte di una consultazione pubblica che si chiuderà nel febbraio 2011 che ha lo scopo di conoscere le opinioni e le proposte degli esperti del settore per poi arrivare alla formulazione di proposte per il 2012. 


Francesca Barca
Europa451
 
 
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Foto: Reuters
Mark Rutte, Primo Ministro olandese, ha incontrato a Parigi, lo scorso 29 novembre, il Presidente francese Nicolas Sarkozy. L'immagine dell'incontro è di un simbolismo sconvolgente. 

Mark Rutte, Primo Ministro olandese, ha incontrato a Parigi, lo scorso 29 novembre, il Presidente francese Nicolas Sarkozy e il suo Primo Ministro, François Fillon. Il motivo della riunione era quello di discutere le decisioni prese durante la riunione del G20, alla quale i Paesi Bassi non hanno partecipato. I due leader hanno anche discusso di immigrazione e del comune impegno alla “selezione”. 

Come da protocollo all'arrivo del leader olandese all'Eliseo, è il momento della foto di protocollo. L'immagine, fornita Reuters, è di un simbolismo sconvolgente. Non sappiamo se per entrambi è stata casuale, ma le facce dei due leader dicono molto su come si sono sentiti. 

Fernando Navarro Sordo
Europa451

 


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