Ad inizio agosto, i militanti del Partito del socialismo europeo (Pse) hanno lanciato un'iniziativa per le elezioni europee del 2014. Il loro obiettivo? Le primarie, per eleggere il candidato socialista alla Presidenza della Commissione europea.
Una delle novità del Trattato di Lisbona è il legame tra elezioni europee e Presidente della Commissione: la nuova procedura prevede che il Presidente della Ce sia emanazione del Partito che ha ottenuto la maggioranza di seggi in Parlamento. Si tratta di un'innovazione che, in fondo, si potrebbe chiamare democratizzazione. Ben venga. Dopo il risultato scandaloso delle elezioni del giugno 2009 i militanti socialisti vogliono invertire la tendenza e approfittare di questa nuova modalità di funzionamento. Un gruppo ha quindi lanciato un'iniziativa in rete: Campain for a PSE Primary (Campagna per le Primarie al Pse). L'obiettivo è chiaro: vogliono mettere pressione ai leader del socialismo europeo per ottenere delle primarie all'americana e avere voce in capitolo sul candidato socialista da proporre come Presidente per la Commissione. E i candidati, ovviamente, dovranno impegnarsi in una campagna “europea” – e quindi transnazionale – se vogliono ottenere il massimo di adesioni.
E, effettivamente, questi militanti hanno la loro parte di ragione: la politica europea va personalizzata se si vuole creare una sfera pubblica di dibattito che coinvolga anche il cittadino che non vive nel quartiere europeo di Bruxelles. E l'organizzazione di primarie in 27 Paesi è una mossa necessaria. E forse servirebbe a far parlare di Europa un po' più di una settimana prima delle elezioni. I leader del Pse sembrano d'accordo sull'iniziativa: bisogna vedere se lo scrutinio sarà fatto dai soliti personaggi e a porte chiuse o se l'operazione riuscirà ad essere effettivamente democratica.
Da cosa arrivano i dubbi? Bhé, i socialisti europei non hanno certo brillato per coraggio alle ultime elezioni europee: hanno rifiutato di nominare un candidato alla Commissione e si sono ritrovati a votare la rielezione del Conservatore Barroso.
Sul blog dell'iniziativa questa disillusione ( o forse disgusto?) è ancora evidente: «Basta poco per immaginare cosa sarebbe successo se i leader dei partiti nazionali del Pse avessero avuto il coraggio di unirsi dietro un candidato per la Commissione alle ultime elezioni europee. Immaginate l'energia chealla carica di presidente della Commissione durante le ultime elezioni europee. Immaginate l'energia che sarebbe nata se il Pse avesse organizzato una vera e propria campagna pan-europea per una nuova Europa sociale».
Comunque è presto per giudicare l'iniziativa. Lascia ben sperare che il 15 agosto – a due settimane dal lancio dell'iniziativa – il gruppo Facebook ha già raggiunto i 788 fan. Non male. Ora ci si aspetta qualcosa anche dagli altri partiti.
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