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Alcuni membri del Parlamento europeo hanno chiesto alla Commissione di bloccare gli accordi Acta dopo aver avuto notizia che i negoziati dello scorso 2 ottobre in Giappone si sono conclusi senza il loro accorto. Ma voci in Ue dicono che gli accordi non sono veramente conclusi. 

Alcuni membri del Parlamento europeo hanno chiesto alla Commissione di bloccare gli accordi Acta dopo aver avuto notizia che i negoziati dello scorso 2 ottobre in Giappone si sono conclusi senza il loro accorto. Lo riporta il sito di informazione europea Euroactiv

Le trattative dell'Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) risalgono al 2007 e coinvolgono l'Australia, il Canada, la Corea del Sud, gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti, il Giappone, la Giordania, il Marocco, il Messico, la Nuova Zelanda, Singapore, la Svizzera e l'Unione europea. Ma il tutto in completa confidenzialità. A seguito della pubblicazione di un estratto del trattato da parte di Wikileaks nel maggio 2009, diverse denunce sono arrivate alla Commissione europea. 


Se gli accordi sono conclusi «chiediamo alla Commissione di presentare il testo finale delle negoziazioni non appena sia proceduralmente possibile», dice una dichiarazione ufficiale firmata dal deputato socialista greco e vice-presidente del Parlamento, Stavros Lambrinidis, dalla socialista francese Françoise Castex, dalla conservatrice ceca Zuzana Roithova e dal liberale tedesco Alexander Alvaro. I deputati hanno attaccato la Commissione per aver mantenuto la cosa segreta e hanno avvertito che non daranno all'accordo la loro approvazione – necessaria con il Trattato di Lisbona per tutti gli accordi internazionali dal dicembre 2009 – senza aver abbastanza tempo per studiare il testo. 

La Commissione aveva annunciato, venerdì scorso, che le negoziazioni di Tokyo si erano concluse con successo. «L'Acta includerà tutto ciò che riguarda il rafforzamento della proprietà intellettuale, comprese misure civili, criminali e di rafforzamento delle frontiere e cooperazione tra i membri dei Paesi partner per rafforzare nel migliore dei modi di diritti di Proprietà intellettuale», ha dichiarato la Commissione. 

Secondo l'associazione La Quadrature du Net le negoziazioni non sono concluse, ma questo tipo di annuncio serve a fare pressione sul Parlamento, mettendolo nella condizione di pensare di non aver più scelta o possibilità di modifica. 

Francesca Barca
Europa451

 


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