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Il 30 giugno scorso la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla Neutralità della Rete a cui hanno partecipato 318 attori della comunicazione in Europa. Oggi sono resi pubblici i primi risultati.  In generale c'è stato un «accordo quasi unanime sull'importanza di preservare l'apertura della rete». A Bruxelles si parlerà ancora di Net Neutrality l'11 novembre prossimo con una conferenza sull'argomento. 

Il 30 giugno scorso la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla Neutralità della Rete a cui hanno partecipato 318 attori (qui la lista): si tratta di fornitori si servizi Internet, operatori, autorità di Telecomunicazione degli Stati Membri, associazioni, gruppi di pressione e cittadini. Ha ovviamente contribuito anche l'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC). I primi risultati dell'iniziativa, che si è conclusa il 30 settembre scorso, sono stati resi pubblici oggi: «Le reazioni alla consultazione pubblica sono state numerose e hanno permesso alla Commissione di conoscere un ampio ventaglio di opinioni, espresse da tutte le parti interessate. Sono impaziente di proseguire le discussioni durante il summit, che contribuirà ulteriormente al nostro impegno per la neutralità della rete», ha dicharato  Neelie Kroes, Commissario europeo all'agenda digitale. Il prossimo 11 novembre si terrrà infatti a Bruxelles un summit sulla Net Neutrality in Europa. 



Quello che emerge, in linea generale, è che la maggior parte dei contributori ritengono che il quadro normativo dell'Ue sulle telecomunicazioni non vada per ora modificato e che, da solo, possa già aiutare a rispondere al problema della neutralità della Rete; da più parti è emersa la preoccupazione per il blocco di servizi VoIp (come Skype) da parte di alcuni operatori; da tutti i partecipati è arrivata la preoccupazione della gestione del traffico come mezzo essenziale per un buon funzionamento della rete. Preoccupazioni per quanto riguarda i nuovi modelli di impresa su Interent, la concorrenza e i prezzi per i servizi. In generale, dice Bruxelles nel comunicato, c'è stato un «accordo quasi unanime sull'importanza di preservare l'apertura della rete». 



Francesca Barca
Europa451
 


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