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Mercoledì 24 novembre 2010 il Parlamento europeo votato una risoluzione con la quale definisce l'Acta «un passo nella giusta direzione». La mozione, proposta dal Ppe e dal Ecr è passata con 331 voti a favore, 294 contrari e 11 astensioni. 

 Mercoledì 24 novembre 2010 il Parlamento europeo ha fatto passare una risoluzione con la quale definisce l'Acta «un passo nella giusta direzione», chiedendo comunque alla Commissione di confermare che il testo non abbia ripercussioni sulle libertà fondamentali e sulla legislazione comunitaria. La risoluzione è stata adottata con una maggioranza piuttosto scarsa: 331 voti in favore, 294 contrari e 11 astensioni ed è stata presentata dal Partito Popolare europeo e dal Gruppo dei Conservatori e dei Riformisti Europei (Ecr). Il Parlamento ha rifiutato un'altra risoluzione – più critica –  proposta dai Socialisti, dai Verdi, dalla Sinistra e dai Liberali. 



Per quanto riguarda l'adozione bisognerà ora aspettare la Commissione europea: tra il 30 novembre e il 4 dicembre le parti negoziatrici dell'Acta si incontreranno ancora a Sidney per un ultimo accordo. 

Ricordiamo che l'Acta (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) è un accordo multilaterale che mira a combattere la pirateria e la contraffazione. L'inizio delle sue trattative risale al 2007, coinvolgendo l'Australia, il Canada, la Corea del Sud, gli Emirati Arabi, gli Stati Uniti, il Giappone, la Giordania, il Marocco, il Messico, la Nuova Zelanda, Singapore, la Svizzera e l'Unione europea. Il tutto in totale confidenzialità. Gli accordi si sono conclusi a Tokyo il 2 ottobre scorso. 

Francesca Barca
Europa451
 


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