La Sigo (Società italiana di ginecologia e ostetricia) ha pubblicato i dati relativi all'uso della pillola del giorno dopo. L'uso di questo contraccettivo sarebbe aumentato nel 2009. Allo stesso tempo una senatrice del Pdl propone una legge per l'obiezione di coscienza dei farmacisti.
Lo leggo sul blog di Flavia Amabile sul La Stampa di ieri. La Amabile riporta: «Nell’ultimo anno sono state vendute circa 50mila scatole in più di pillola del giorno dopo, passando da 320mila confezioni vendute a 370mila. E in molti casi questo è l’unico tipo di contraccezione adoperato dalle giovani, visto che il 58% delle ragazze afferma di non utilizzare metodi contraccettivi perché non li hanno a portata di mano».
E il dato stupisce per due motivi. Primo sappiamo che “guerra”, e lo dico per non usare il termine religioso “calvario”, sia per una ragazza prendere la pillola del giorno dopo: se la guardia medica – e non è un caso raro – è un obiettore di coscienza succede che, o non te la prescrive, o ti sottopone alla terapia “stai uccidendo una vita”. Per cui significa che, nonostante questo boicottaggio, il farmaco è utilizzato. Secondo mi chiedo anche quanto questo non sia dovuto alla mancanza di una educazione sessuale e anti- contraccettiva più intelligente.
Oggi leggo su Il Corriere della Sera che la Senatrice Ada Spadoni Urbani ha proposto a Palazzo Madama un disegno di legge “Disposizioni in materia di obiezioni di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza”. Questo significa che i farmacisti potranno rifiutarsi di darci la pillola che ci è stata prescritta dall'obiettore precedente?
Amen
Francesca Barca
Europa451
Lo leggo sul blog di Flavia Amabile sul La Stampa di ieri. La Amabile riporta: «Nell’ultimo anno sono state vendute circa 50mila scatole in più di pillola del giorno dopo, passando da 320mila confezioni vendute a 370mila. E in molti casi questo è l’unico tipo di contraccezione adoperato dalle giovani, visto che il 58% delle ragazze afferma di non utilizzare metodi contraccettivi perché non li hanno a portata di mano».
E il dato stupisce per due motivi. Primo sappiamo che “guerra”, e lo dico per non usare il termine religioso “calvario”, sia per una ragazza prendere la pillola del giorno dopo: se la guardia medica – e non è un caso raro – è un obiettore di coscienza succede che, o non te la prescrive, o ti sottopone alla terapia “stai uccidendo una vita”. Per cui significa che, nonostante questo boicottaggio, il farmaco è utilizzato. Secondo mi chiedo anche quanto questo non sia dovuto alla mancanza di una educazione sessuale e anti- contraccettiva più intelligente.
Oggi leggo su Il Corriere della Sera che la Senatrice Ada Spadoni Urbani ha proposto a Palazzo Madama un disegno di legge “Disposizioni in materia di obiezioni di coscienza dei farmacisti nella dispensa dei farmaci rientranti nella contraccezione di emergenza”. Questo significa che i farmacisti potranno rifiutarsi di darci la pillola che ci è stata prescritta dall'obiettore precedente?
Amen
Francesca Barca
Europa451

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