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Il 27 gennaio, giorno della Memoria, è il 65esimo anniversario della liberazione di Auschwitz. André Bossuroi, paradigma del regista europeo impegnato in “quello di cui parla la generazione Erasmus”, ci fa conoscere la vita e le passioni della giovane intellettuale e scrittrice Etty Hillesum, morta in campo di concentramento.

Le ConvoiIl Convoglio, è l’ultimo lavoro del belga André Bossuroi, ingeniere riconvertito a regista di documentari per “predilezione dell’umano”. È attraverso il suo sguardo che riviviamo la storia di Etty Hillesum, una coetanea di Anna Franck. La Hillesum giovane ebrea nell’Olanda della Seconda Guerra Mondiale, è famosa per i suoi diari, pubblicati per la prima volta solo nel 1981. I suoi scritti sono ritenuti un simbolo di “resistenza esistenziale” e di non-violenza. È morta ad Auschiwitz nel novembre del 1943 a 29 anni. La particolarità del documentario di Bossuroi è che a fare da protagonista è l’Eurogenerazione. Sono i giovani studenti europei che vivono al di fuori delle loro frontiere nazionali la parte attiva di questo film. 
Bossuroi non appare mai: preferisce che la storia che racconta la incarnino altri, la cui missione non è parlare di sé stessi, ma essere un ponte verso un’altra vita e un’altra cultura. Il tutto in relazione con il sorgere graduale di una coscienza europea e di una generazione che condivide qualcosa di più  di un passato di dolore. Il Convoglio è un road movie “che invita a guardare la discriminazione della società europea contemporanea alla luce della storia delle vittime del nazismo” ci spiega Bossuroi. “Quello che colpisce in questi giovani europei espatriati è il coraggio e la generosità”, sostiene citando una frase di Etty Hillesum: “Si sta ovunque come a casa quando ci portiamo tutto nel cuore”. La storia della Hillesum è stata lasciata nel dimenticatoio per anni, ma per Bossuroi è stata una rivelazione: “Soprattuto la sua sfida radicale per la vita, la sua volontà di orientare lo sguardo sulla realtà vivente prima che sulla morte e la disperazione le ha permesso di trovare un senso alla sua vita anche in un campo nazista.” “Ho amato questa vita (…) e nei campi ho confermato il mio amore per la vita”, scrive Hillesum nei suoi diari. 

Europea prima di Europa, nei suoi scritti Etty Hillesum già rappresenta la nascita di una società rinnovata dopo il disastro della Guerra. “Le sarebbe piaciuto partecipare alla sua costruzione, e quando si rese che non sarebbe sopravvissuta cercò di trasmettere la sua idea ad altri, in modo che la sua esperienza non andasse perduta. Fare un film come Il Convoglio significa mettersi al servizio di una parola, di scritti e di un pensiero che ci superano”, continua Bossuroi. Come coronamento all’iniziative il film sarà proiettato a Auschwitz il 27 gennaio durenta le celebrazioni della liberazione del campo. 

Fernando Navarro Sordo
Europa451

 


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