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Un video di un artista giapponese,  Kazuhiko Hachiya, per spiegare cosa sta succedendo alle centrali nucleari. "Nuclear boy ha mal di pancia"…
Kazuhiko Hachiya è un artista giapponese che ha tentato di spiegare la tragedia nucleare che ha investito il Paese in un cartone. Il nucleare è "Nuclear boy", un ragazzino con il mal di pancia che fa "solo" delle puzzette fastidiose sì, ma non paragonabili alla cacca che in passato è stata fatta da Three-Mile Island boy e Chernobyl boy. Video sottotitolato in inglese. 
 
 
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Il 12 marzo è la giornata mondiale conto la cyber-censorship, la censura on line. In quest'occasione Rsf consegna il  Netizen Prize al giornalista o blogger che si è distinto per la lotta contro la censura. Quest'anno il premio va al blog collettivo tunisino Nawaat.org. 


Nawaat.org è un blog collettivo che ha a lungo subito la censura tunisina di Ammar 404. Durante la recente rivoluzione che ha travolto il Paese e decretato la fine del regime di Ben Alì Nawaat ha dato visibilità alle rivolte e diffuso i messaggi di protesta. Tutto questo gli è valso il premio di  Reporters sans frontièresNetizen Prize 2011”. Il Netizen Prize è organizzato con il sostegno di Google e consiste in un assegno di 2500 euro per un blogger, un giornalista o un cyber-dissidente che ha contribuito a diffondere la libertà di espressione su Internet. La notizia è stata diffusa oggi in quanto il 12 marzo è la giornata contro la censura on line. 

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A decidere è una giuria di specialisti della stampa che tra i finalisti – che arrivavano da Barein, dalla Bielorussia, dalla Tailandia, dalla Cina e dal Vietnam – ha scelto Nawaat. Il premio è stato consegnato a  Riadh Guerfali (detto Astrubal), uno dei fondatori di Nawaat, dal Presidente di Medici senza Frontiere (ed ex Ministro degli Esteri francese) Bernard Kouchner. 


Reporters Sans Frontières ritiene che, tra i meriti di Nawaat, ci sia la diffusione dei documenti di Wikileaks riguardanti la Tunisia e la copertura mediatica degli eventi che hanno causato e seguito Sidi Bouzid. Ogni anno, in occasione del 12 marzo, Reporters Sans Frontières pubblica la lista dei Paesi dove la censura on line è una pratica più o meno strisciante (vedi cartina in alto). Da quest'anno la Tunisia non è più sulla lista nera, ma è stata spostata tra quelli "da tenere sotto controllo".  Al primo posto della lista di Rsf c'è la Birmania, a cui seguono la Cina, Cuba, l'Iran, la Corea del Nord, l'Arabia Saudita, la Siria, il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Vietnam.
Da notare che il primo tra i Paesi "sotto sorveglianza" per Rsf è l'Australia, mentre al quinto troviamo la Francia.  

Francesca Barca
Europa451

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