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Irene Volkova è una studentessa di Rostov sul Don, città russa di un milione di abitanti sul Caucaso. Oggi è osservatrice in un seggio per cercare di impedire brogli elettorali alle elezioni presidenziali russe. 

Come si riconosce una frode?
«Non è difficile. Basta “notare” un corposo gruppo di persone che arrivano in bus e che hanno, tutte, un documento per votare con delega. Questi gruppi votano e poi risalgono nel bus, facendo un giro degli uffici elettorali. È chiaramente illegale, ma la polizia non fa nulla per fermare queste pratiche e, piuttosto, arresta coloro che le segnalano. Per chi votano? Per Russia Unita, il partito di Putin.  Gli impiegati statali – insegnanti, soldati, personale medico, polizia... – sono chiamati a votare Putin facendo arrivare al loro superiore un documento che permette di delegare il voto. E se non lo fanno, rischiano il posto. Ci sono anche dei siti web dove le persone mettono in vendita il loro voto. Un altro metodo è quello di falsificare il protocollo dei risultati la sera stessa, alla chiusura del seggio. Eh, sì, si fa! E gli osservatori, come abbiamo visto lo scorso dicembre, non possono fare molto. La sola cosa è postare sul web le foto e i racconti di quello che hanno visto». 


Come sei diventata osservatrice?

«Ogni russo in età maggiore può farlo, basta fare domanda alla sede di un Partito, che poi ti contatta e ti fa una formazione». 
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Perché hai fatto domanda?
«Non pretendo di essere la persona più intelligente del Paese, ma non voglio che il governo mi prenda per un'imbecille. Il risultato di dicembre è stato un insulto per la popolazione: avrebbero votato il 146% degli abitanti (a Rostov sono stati dati questi risultati, visti i voti arrivati, come dalla foto, ndr). Io non conosco nessuno che ha votato il Partito di Putin, ma questo risultato rende chiaro il messaggio: “siamo intoccabili”». 

(Qui il video di Egor Zhgun: 12 anni di Putin in 2 minuti)

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Qual è l'atmosfera a Rostov sul Don?

«Da dicembre ci sono state, come sempre, molte manifestazioni. I dibattiti si tengono soprattuto sul Web, su Livejournal (la più grande piattaforma di blog russa, ndr) e per strada, dove appaiono graffiti di protesta». 



Hai visto dei cambiamenti negli ultimi mesi?
«C'è dell'ansia, sappiamo che qualcosa sta per succedere, ma non sappiamo cosa. Nessuno vuole una rivoluzione, ma questa finta stabilità che ci vendono alla televisione è peggio di tutto il resto». 


La gioventù russa si sente libera?

«Libera? Io sono troppo giovane per parlarne. Ma oggi è molto più facile impegnarsi, e ottenere delle informazioni sui problemi che ci inquietano. La manifestazioni che ci sono state a Mosca o altrove non sarebbero state possibili 5 anni fa. Ma dobbiamo restare vigili: non basta voler cambiare tutto in una volta. Dobbiamo parteciapre e domandarci quali sono i motivi di chi organizza le manifestazioni». 


Quali saranno i risultati delle elezioni?

«Sono sicura che saranno truccati. E questa cosa mi fa impazzire! Dall'altro lato se Putin vince ancora può darsi che sarà veramente la goccia che fa traboccare il vaso. A meno che la grande tolleranza russa non accetti un sistema così per altri dodici anni...». 

Sergio Marx
Europa451

Per seguire Irene su Twitter: @anti_rnd

 


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