Europa451, laboratorio di giornalismo transnazionale e europeo


 
Picture
Social Media Phobias (Foto: Intersection Consulting/Flickr)
La Senatrice  Catherine Morin-Desailly ha deposto una legge al Senato francese che prevede, nella formazione degli studenti, la protezione della vita privata e dei dati personali. 

La Senatrice Catherine Morin-Desailly ha presentato una legge al Senato francese che prevede, nella formazione degli studenti, la protezione della vita privata. «Di fronte allo sviluppo e alla moltiplicazione delle fonti di informazione on line gli studenti saranno ormai formati a sviluppare un'attitudine critica e a riflettere di fronte all'informazione disponibile con lo scopo di acquisire un comportamento responsabile» nell'uso delle nuove tecnologie e di controllare le informazioni che diffondono. In pratica gli studenti verranno informati su come controllare la loro immagine pubblica e quali pericoli  questa cosa può avere. Inoltre gli allievi dovranno conoscere il contenuto della legge “Informatica e libertà” e il funzionamento della Cnil (Commission nationale de l'informatique et des libertés), un'autorità amministrativa che si occupa di protezione dei dati personali. 


La Desailly si rifà a una proposta di emendamento già presentata da Yves Détraigne e Anne-Marie Escoffier nel novembre 2009, che aveva come scopo  quello di avviare agli studenti «al controllo dell'immagine pubblica, all'analisi critica delle informazioni che circolano su Internet e all'uso responsabile dei social network e delle applicazioni interattive». La legge esiste dal 22 marzo del 2010, quando è stato discusso al Senato, ma non è ancora stato iscritto nel dibattito dell'Assemblea Nazionale francese. 

fb
Europa451
 
 
Picture
Prima dell'apertura dei lavori del G8 di Deauville, un forum e-G8 si terrà a Parigi il 24 e 25 maggio. Voluto dal Presidente francese Sarkozy e sponsorizzato da società private, vedrà personaggi come Mark Zuckerberg, di Facebook, Eric Schmidt di Google, Jeff Bezos di Amazon e Jimmy Wales di Wikipedia discutere del futuro di Internet. E c'è chi denuncia un tentativo di controllo della Rete. 

Dal 26 al 27 maggio nella località normanna di Deauville si riunirà il G8, il tradizionale summit degli otto Paesi più industrializzati del mondo. Quest'anno Internet sarà al centro della discussione degli otto grandi e, per questo, è stata introdotta una (già discussa) novità. Il Presidente francese, Nicolas Sarkozy, quest'anno ha deciso l'e-G8. Di cosa si tratta? Di un incontro, in forma di forum e workshop, che «riunirà i leader e gli esperti di nuove tecnologie informatiche e di Internet di tutto il mondo» che si terrà il 24 e 25 maggio prossimo alle Tuileries a Parigi. Il tema dell'incontro sarà "Internet: accelerare la crescita economica". L'incontro parigino sarà presieduto e organizzato dal Publicis Group, grande multinazionale della comunicazione, e sponsorizzato da società private (tra cui Orange, Vivendi, Iliad e Microsoft) con partecipazione esclusivamente su invito. Tra i partecipanti illustri ci saranno Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, Eric Schmidt di Google, Jeff Bezos di Amazon e Jimmy Wales di Wikipedia. Il comunicato stampa dell'evento spiega che «l'e-G8 forum si concentrerà sull'impatto di Internet sull'economia: crescita, creazione di posti di lavoro, creazione di valore, trasformazioni e modernizzazione di mestieri e industrie tradizionali dopo l'impatto della rottura tecnologica. (…) Il forum si interrogherà sulle condizioni favorevoli all'innovazione tecnologica nell'economia digitale, soprattutto per quanto riguarda l'educazione, la formazione e il finanziamento». Si parlerà anche di proprietà intellettuale, privacy e democratizzazione (martedì 24 maggio: “La proprietà intellettuale all'epoca del digitale? Quali regole bisognerebbe prevedere per incoraggiore e stimolare la creazione di contenuti su Internet?). 


Per gli attivisti è una trappola

Per gli attivisti delle libertà della rete si tratta di una trappola: «Sotto la copertura di un processo pseudo-consultivo c'è la volontà dei governi di controllare sempre di più Internet. Dietro il fumo del “forum” c'è un tentativo di trasformare Internet in uno strumento di repressione e di controllo», ha dichiarato Jérémie Zimmerman, porta parola de La Quadrature du Net. L'associazione, insieme ad altre, ha aperto un sito “G8 vs INTERNET” dove discutere, insieme ai cittadini, di queste tematiche. La Quadrature du Net ricorda che Nicolas Sarkozy (il cui governo è già famoso per l'Hadopi) ha dichiarato, nel gennaio scorso, pensando a questo G8, a un progetto per un Internet “civilizzato”: «Metteremo sul tavolo una questione centrale, quella dell'Internet civilizzato. Non parlo di Internet regolato, ma di Internet civilizzato. È nell'interesse di tutti. Non si può, da un lato, consumare come non mai immagini, musica, autori e creazione e non assicurare il rispetto del diritto di proprietà di colui che ha ci speso tutta la sua emozione, tutto il suo talento e tutta la sua creatività. Il giorno in cui non si paga più la creazione, la si uccide». 
Ricordiamo anche le recenti polemiche sollevate dalla proposta del L aw Enforcement Working Party, un gruppo di lavoro interno al Consiglio europeo, per la creazione di una lista di siti da bannare. Chi critica la proposta, come The Pirate Bay, parla di un “Firewall europeo” o di una “Schengen virtuale”. La Quadrature du Net denuncia anche (ma è la sola fonte trovata in proposito) che al G8 di Deaville si metterà sul tavolo anche la discussione sull'Acta

Francesca Barca
Europa451
 
 
Picture
Foto: https://9000tunnels.appspot.com/thepiratebay.org/
Durante una riunione nel febbraio scorso, il Law Enforcement Working Party (Lewp), un gruppo di lavoro interno al Consiglio europeo, ha prodotto un documento per mettere in piedi una sorta di “Firewall europeo”. The PirateBay lancia un appello contro la «guerra degli Internet». 

PirateBay ha lanciato un appello per la difesa di un Internet libero e senza censure contro un progetto di un gruppo di deputati europei che hanno proposto una sorta di «Schengen virtuale». PirateBay parla dell'arrivo di una «guerra degli Internet». Durante una riunione che si è tenuta nel febbraio scorso il Law Enforcement Working Party (Lewp) ha messo insieme una lista di siti da bloccare. Si tratta, insomma, di una sorta di Firewall europeo. 


Ma partiamo dall'inizio. Cos'è il Law Enforcement Working Party? È un gruppo di lavoro che fa parte del settore “Giustizia e Affari Interni” del Consiglio europeo. Il Lewp è composto da rappresentanti di tutti gli Stati Membri dell'Ue e ha il compito di preparare documenti e progetti di legge sulle frodi e il terrorismo. 

Gli attivisti contro la censura e per la libertà su Internet hanno paragonato questo progetto al sistema di controllo della Rete in funzione in Cina. Secondo il britannico Telegraph il documento del Lewp parla della creazione di un «cyberspazio europeo securizzato» che dovrebbe funzionare come una sorta di «Schengen virtuale» con punti di accesso dove gli Internet provider potrebbero bloccare i contenuti illeciti sulla base di una lista nera europea. Il quotidiano britannico dice di aver tentato di contattare i rappresentati della Presidenza di turno dell'Ue (Ungheria) per avere chiarimenti sull'espressione «contenuti illeciti», ma non si è avuta alcuna risposta. Un portavoce del Consiglio ha risposto, invece, che non c'era nessuno disposto a discutere del soggetto, perché i responsabili sono in vacanza. 

fb
Europa451


Qui il pdf del documento del Lewp
 


Create a free website with Weebly