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Le famiglie dei tunisini dispersi e/o morti in mare durante le traversate che hanno preceduto e seguito la caduta del regime di Ben Ali chiedono all'Unione europea l'istituzione di una  commissione di inchiesta sui dispersi che incroci i database disponibili: riprese di radar, satelliti, motovedette, elicotteri, dei mezzi dell'Ue, della Nato e dei Paesi coinvolti.

A sei mesi dall'appello al Governo italiano, che non ha sortito l'effetto desiderato, le madri, i padri, i fratelli dei tanti tunisini dispersi nel Mediterraneo tornano a chiedere giustizia: questa volta lo fanno  parlando direttamente all'Union Europea.  

Chi sono le persone disperse? Sono i tanti che hanno lasciato la Tunisia, o prima della Rivoluzione che ha fatto cadere il regime di Ben Ali, o subito dopo. 

"I nostri figli sono partiti per l’Italia e l’Europa subito prima o dopo la nostra rivoluzione, e l’hanno fatto nell’unico modo previsto per loro dalle politiche europee: attraversando il Mediterraneo su piccole imbarcazioni, dal momento che le politiche europee non prevedono che dalla Tunisia si possa prendere un aereo o una nave di linea con la stessa libertà con cui possono farlo i cittadini europei che vengono nel nostro paese", recita l'appello che si trova qui

Il regime di Ben Ali, infatti, e il governo che si è formato dopo il vuoto istituzionale che ha seguito la Rivoluzione, non permetteva ai cittadini del Paese di uscire. Erano e sono previste forti restrizioni e una trafila burocratica lunga, complicata e spesso senza uscita. 

Cosa chiedono le famiglie? La restituzione dei corpi dispersi e notizie su dove sono i loro figli, che spesso hanno riconosciuto nelle riprese televisive delle televisioni italiane e francesi. 

Cosa sanno le famiglie? "Quando sono partiti, da quali luoghi, verso dove, con quali imbarcazioni, il numero di persone per ogni imbarcazione, da quali numeri di telefono ci hanno telefonato durante il loro viaggio, l’ora delle telefonate, la compagnia telefonica da cui chiamavano, abbiamo i video dei telegiornali italiani e francesi in cui alcune famiglie riconoscono i loro figli, in un caso l’articolo di un giornale italiano che dà notizia dell’arrivo di una delle imbarcazioni e per alcuni naufragi accertati possiamo indicare i luoghi in cui sono avvenuti". 

Le famiglie vogliono che l'Ue metta in piedi una Commissione che riunisca i dati disponibili: riprese di radar, satelliti, motovedette, elicotteri, dei mezzi dell'Ue, della Nato e dei Paesi coinvolti. Vogliono che questi dati, insieme a quelli raccolti dal Governo italiano sulle persone in entrata vengano incrociati. 

"Vogliamo sapere e chiediamo:
1) la localizzazione delle imbarcazioni al momento delle telefonate pervenute durante il viaggio e tutte le informazioni raccolte dai mezzi tecnologici di controllo nei giorni interessati
2) il controllo nominale da parte dei nostri tecnici dello scambio di informazioni dattiloscopiche già avvenuto tra le autorità tunisine e italiane e l’approfondimento della ricerca in questo senso sui database europei
3) il confronto tecnico dei video in cui i genitori riconoscono i propri figli con le fotografie degli stessi e la messa a disposizione delle immagini di archivio precedenti e successive a quelle apparse nei reportage televisivi
4) il recupero dei corpi delle persone morte durante i naufragi e il recupero dei relitti
".

Maggiori informazioni su Le Ventiqueunidici: l'appello completo, con i nomi dei firmatari. 
Avevamo già parlato del primo appello delle famiglie qui e su Napoli Monitor

Europa451

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Uno dei poster di sostegno alla Quadrature du Net (http://www.laquadrature.net/support)
Due associazioni per la difesa dai diritti digitali e della Neutralità della Rete hanno lanciato una piattaforma on line per raccogliere le testimonianze di coloro i cui diritti sono stati violati dagli operatori telecom e dagli Internet provider in tutta Europa.

 
La Quadrature du Net e  Bits of Freedom, francese la prima e olandese la seconda, sono due associazioni che si muovono in ambito europeo per difendere i diritti dei cittadini on line e la Neutralità della Rete in Europa. Insieme hanno lanciato, il 22 settembre scorso, un sito/piattaforma di condivisione che si chiama Respect My Net, che si pone come portaparola degli utenti Internet (e clienti di operatori delle telecomunicazioni) in tutta Europa. 

Respect My Net, infatti, è una piattaforma destinata a raccogliere le testimonianze di coloro i cui fornitori di accesso Internet, o operatori di telefonia, violano alcuni diritti o bloccano l'accesso ad alcuni servizi. 

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«La libertà digitale di ogni cittadino europeo è messa in discussione dagli operatori delle telecomunicazioni dominati, che vogliono controllare quello che fate su Internet. Per questo velocizzano e rallentano l'accesso ad alcuni siti e fanno pagare di più alcuni servizi», ha detto  Ot van Daalen di Bits of Freedom. 

Cosa vuol dire? L'esempio classico è quello di Skype. Seppure Skype sia un servizio gratuito al quale si accede semplicemente grazie a una connessione Internet, molti operatori, pur in presenza di un forfait di traffico, aggiungono una tariffazione extra se l'utente si connette a Skype dal suo smart-phone senza appoggiarsi a una rete Wi-fi. 

I dati e le testimonianze raccolte tramite Respect My Net saranno presentati alla Commissione europea e alle autorità nazionali, per chiedere azioni concrete da parte dei governi. «Respect My Net permetterà a tutti i cittadini di diventare dei guardiani di Internet», ha detto Jérémie Zimmermann, portaparola e co-fondatore della Quadrature du Net. 

In un rapporto pubblicato dalla Commissione europea nell'aprile scorso, infatti, la Commissione, pur rivendicando il principio della Neutralità della Rete, afferma che non vieterà agli operatori le restrizioni nei servizi che, di fatto, violano questa neutralità (nelle definizione data dai militanti) sperando che la regolazione arrivi dal mercato e da una comunicazione trasparente da parte degli operatori. Bruxelles spera che gli operatori che applicano maggiori restrizioni vengano messi da parte, in modo naturale, dal mercato. 

Come funziona Respect My Net? Bisogna riempire un formulario, dove si indica il paese di provenienza, l'operatore coinvolto e il tipo di servizio per il quale si hanno dei problemi (traffico VoIP, P2P, condivisione di file...) e inviare il tutto. 


Sul sito sono presenti testimonianze in arrivo dalla Francia, dalla Spagna, dalla Germania, dall'Inghilterra, dalla Svezia, dal Belgio, da Cipro, dall'Olanda, dal Portogallo e, una soltanto, dall'Italia. 
 
Francesca Barca
Europa451


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Europe according to Italians
Da un annetto (e oltre) già girano per la rete delle mappe sugli stereotipi d'Europa. Le abbiamo viste tutti, linkate su facebook, nei blog, in twitter. L'autore è un artista di Sofia, Yanko Tsvetkov. 
L'idea è semplicissima: come vediamo i nostri vicini europei? Il tutto portato all'estrema caricatura. Si tratta di cartine d'Europa concentrate su una sola nazione e sull'immagine che questa ha del resto del continente. 
Erano sette: Europe accordin to Italian, France, Germany, Cipro, Bulgaria e Britain, più Where I live. Ora l'autore ha aggiunto Europe according to Usa. 
CLICCA SULLE CARTINE PER INGRANDIRLE:
L'autore è Yanko Tsvetkov, 34enne designer di Sofia, ma residente a Londra. «Ho iniziato a disegnare queste mappe all'inizio del 2009 per scherzare con gli amici che ho un po' ovunque in giro in Europa». Hanno avuto successo, al punto che moltissimi siti e il tedesco Sueddeutsche Zeitung le hanno riprese. 

Qui il suo sito: alphadesigner e il suo album Flickr. Inoltre si possono trovare tutte anche qui

Francesca Barca
Europa451
 


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