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Foto di Nina Bianchi (http://oti.newamerica.net/commotion_wireless_0=
A Washington si sta lavorando per realizzare il sogno di ogni hacker: un programma che permetta la creazione di una rete Wi-fi  indipendente da qualsiasi infrastruttura, anonima e criptata. Il progetto è finanziato dall'Open Technology Initiative e dal Dipartimento di Stato americano. 

Riporta Le Monde che a Washington qualcuno sta lavorando per realizzare il sogno di ogni hacker: un programma che permetta la creazione di una rete Internet Wi-fi completamente autonoma e indipendente da qualsiasi infrastruttura (telefono, cavo, satellite), anonima e criptata. 

Come si chiama? Commotion ed è diretto da Sascha Meinrath, un ex militante di Indimedia e dell'Internet libero. Commotion è a tutti gli effetti un progetto ufficiale: è finanziato dall'Open Technology Initiative (Oti) il dipartimento tecnologico della New America  Foundation che passa  all'equipe che lavora sul progetto 2,3 milioni di dollari all'anno (1,6 milioni di euro) a cui si aggiungono 2 milioni di dollari del Dipartimento di Stato Americano, interessato alle rete senza fili autonome da usare in situazioni di emergenza, come guerre e catastrofi. 

Una volta completato, Commotion funzionerà semplicemente installando, grazie a una chiavetta Usb, il programma su tutti i computer che si vogliono far rientrare nel network: alcune componenti sono già scaricabili dal sito Internet. Per la fine del 2012 dovrebbe essere pronta una versione del programma per il grande pubblico. 

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Qui l'articolo completo di Yves Eudes su Le Monde. 


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Nell'anno del coniglio, che si inaugura mercoledì 2 febbraio, un video "a tema" è censurato in Cina. Lo presenta Pierre Haski, autore del blog "ChinaTown" sul sito francese Rue89. Un appello, nemmeno troppo velato, alla rivolta con il regime di Pechino. Guarda il video. 

Nell'anno del coniglio (che si inaugura mercoledì 2 febbraio) un video "a tema" è censurato in Cina. Lo presenta Pierre Haski, autore del blog "ChinaTown" su Rue89, sito di cui è anche cofondatore.L'autore del video, sotto pseudonimo, è un tale "Xiao Hong" che ci racconta in immagini di una società, "senza alcun riferimento a fatti realmente accaduti" una storia di oppressione dove protagonisti sono dei conigli, animali all'apparenza docili e obbedienti, ma che possono rivoltarsi. 
(continua sotto il video)


Haski ci dice che, nonostante il video sia senza sottotitoli, possiamo riconoscere alcuni eventi noti anche all'estero come lo scandalo del latte alla melanina (agosto 2008) che causò diversi decessi tra neonati cinesi e l'esproprio violento di case (ottobre 2010). 

Il messaggio? Semplice dice Hasky: 
"Il coniglio è un animale è un animale carino, ma se si arrabbia può mordere" (come il miliardo e 300 milioni di cinesi). 

Questo video ha parecchio circolato in Cina prima di essere eliminato dalla rete: è ancora visibile su You Tube, ma non nei territorio cinesi e non per i cinesi che non sanno come oltrepassare il "muro" della censura. 

Qui l'articolo completo su Rue89. 
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Francesca Barca
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Foto: halmustafa.tumblr.com/
Il principale Internet provider tunisino è accusato di registrare, senza il consenso degli utenti, gli username e le password per i servizi Yahoo!, Google e Facebook. Questo è solo una parte del meccanismo di filtraggio del web in atto nel Paese, amplicato dopo gli eventi di Sidi Bouzid. 

L'Agence tunisienne d'Internet (ATI, Agenzia tunisina di Internet), il principale Internet provider del Paese è accusato di registrare, senza il consenso degli utenti, gli username e le password per i servizi Yahoo!, Google e Facebook. Lo dice un articolo del magazine Tech Herald che, dopo aver intervistato degli esperti, giunge alla conclusione che l'ATI utilizzerebbe un linguaggio javascript per piratare queste informazioni. 

L'ATI, essendo un'agenzia governativa, dipende direttamente dal regime del Paese ed è pienamente all'interno del sistema di filtraggio della rete in vigore in Tunisia. 

Il sito dell'ATI, così come il sito ufficiale del Governo e dei Ministeri e della banca Zitouna sono, da lunedì 3 gennaio, sotto attacco informatico da parte di Anonymous, il collettivo che aveva già fatto parlare di sé dopo gli attacchi seguiti all'affaire Assange. 

Dopo il suicidio di Mohamed Bouazizi a Sidi Bouzid lo scorso 17 dicembre moti spontanei sono scoppiati nel Paese: i manifestanti hanno usato i social network (soprattutto Facebook) per comunicare e, in risposta, la polizia ha iniziato un vero attacco informatico. Blogger arrestati, conti bloccati, siti oscurati: è la guerra contro quello che i manifestanti chiamano"Ammar", l'apparato di censura dello Stato. 

Secondo il sito Assabilonline, (citato da Le Monde) sono state cancellate oltre 100 pagine personali e di gruppi critici contro il Governo. La pagina Facebook del sito Débat Tunisie (di cui abbiamo parlato qui) che contava oltre 12mila membri, è stata disattivata. 

Facebook in Tunisia conta 2milioni di utilizzatori, su una popolazione di 10 milioni. Siti come You Tube e Daylimotion non sono accessibili e su Facebook la popolazione ha potuto far girare dei video e delle gallerie foto delle manifestazioni. Alcuni esempi qui, qui e ancora qui

La Tunisia è classificata tra i "nemici di Internet" da Reporter sans Frontierer per il filtraggio del web che viene applicato quotidianamente nel Paese. 

Qui un articolo sull'arresto di blogger. 
Qui un sito che fa informazione contro la censura. 

Francesca Barca
Europa451


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Tunisia: il Paese in rivolta contro la crisi e la dittatura
 


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