Il 13 giugno parte la campagna (alla modica cifra di 3 milioni di euro) di comunicazione di Hadopi allo scopo di "proteggere la creazione artistica di domani". La Rete si mobilita per spiegare perché "non ha paura di Hadopi" e per difendere il download e lo sharing.
Il 13 giugno prossimo verrà ufficialmente lanciata la campagna di comunicazione di Hadopi, la legge che favorisce la diffusione e la protezione della creazione su Internet e che ha dato anche il nome all'autorità che si occupa, appunto, della protezione del copyright e della regolazione del controllo degli accessi alla Rete (per sapere come funziona Hadopi leggi qui). Il budget previsto per la campagna è di 3 milioni di euro.
In cosa consiste? In tre spot pubblicitari e in una serie di manifesti che ci mostrano grandi artisti che nel 2020 faranno il successo della Francia, ma che senza Hadopi che «protegge la creazione artistica di domani» non raggiungerebbero il successo. Qui il pdf esplicativo.
Il 13 giugno prossimo verrà ufficialmente lanciata la campagna di comunicazione di Hadopi, la legge che favorisce la diffusione e la protezione della creazione su Internet e che ha dato anche il nome all'autorità che si occupa, appunto, della protezione del copyright e della regolazione del controllo degli accessi alla Rete (per sapere come funziona Hadopi leggi qui). Il budget previsto per la campagna è di 3 milioni di euro.
In cosa consiste? In tre spot pubblicitari e in una serie di manifesti che ci mostrano grandi artisti che nel 2020 faranno il successo della Francia, ma che senza Hadopi che «protegge la creazione artistica di domani» non raggiungerebbero il successo. Qui il pdf esplicativo.

Alcuni manifesti della campagna di Hadopi
«Con la sua nuova campagna di comunicazione Hadopi vuole far capire che la creazione artistica è una delle poste in gioco fondamentali nono solo per coloro che ne vivono. Hadopi vuole suscitare dei comportamenti solidari e responsabili, trasmettendo un messaggio forte. (…) Si tratta di unire il pubblico attorno a una soluzione collettiva. La campagna promuove usi responsabili e soluzioni semplici per coloro che vogliono sostenere la perennità della cultura: labellizzare l'offerta legale», hanno spiegato dalla Haute Autorité. Per questo è stato creato, appunto, un label: PUR (Promotion des Usages Responsables) che verrà esposto sui siti che hanno il marchio Hapodi.
In contemporanea la Quadrature du Net, associazione francese che si muove per la difendere le libertà digitali, ha lanciato un sito Pas peur d'Hadopi – che si richiama a Pourquoi je pirate e Don't Make Me Steal – il cui scopo è spiegare perché gli internauti scaricano, condividono e ritengono che Hadopi non sia una soluzione.
In particolare Don't Make Me Steal è tradotto in undici lingue e si fa promotore di un manifesto con il quale i firmatari si impegnano a smettere di scaricare se l'offerta culturale sarà ad un prezzo ragionevole, l'uso di tutte le lingue per i contenuti sarà garantito, l'uscita di un contenuto sarà simultanea in più paesei e le opere saranno prive del Digital Right Management in caso di acquisto (tutte le condizioni le trovate qui).
Francesca Barca
Europa451
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