Ieri abbiamo partecipato al primo incontro nazionale nella prospettiva di creare un'Ona Italia. L'
Online News Association è la più grande associazione di categoria della stampa on line in America. L'incontro, promosso da Mario Tedeschini-Lalli (co-chair dello International Committee per l'Italia) ha visto, soprattutto, rappresentati della stampa iper-locale portare le loro esperienze e discuterle.
(Per vedere la lista dei partecipanti e il programma delle discussioni – rispettato al minuto – clicca
qui).
Nell'aria, e nelle bocche, la crisi: esiste un business model per la stampa online e per l'informazione iper-locale? Tranne il caso eclatante di VareseNews
e dei suoi numeri, nessuna risposta.
Peccato solo per la (necessaria) tempistica stretta: sarebbero potute uscire discussioni interessanti, partite, ma poi bloccate dal timer.
Una bella iniziativa comunque, che fa venir voglia di iscriversi all'Ona, soprattutto per la
quantità di idee e esperienze con le quali si può entrare in contatto.
Una sola nota “un pò” negativa: agli occhi di chi – come la sottoscritta – non fa parte di una testata e fa del giornalismo on line perché è entrata nel mestiere con quello, a tratti l'impressione era quella di trovarsi di fronte all'ennesima, blindata, associazione di categoria. Di una categoria che cerca di cambiare pelle perché si trova di fronte ai siti Internet e ai social media e non capisce che fare. Soprattutto quando sente dire da qualcuno, che dell'establishment fa parte, che per gestire tutto il nuovo che arriva basterà la «nuova figura del community manager». Sì, nuova.
Purtroppo si sente tanto, tantissimo la crisi. E questo non aiuta l'apertura al nuovo.
Francesca BarcaEuropa451